I segreti della Street photography – Parte I

Visita anche la galleria fotografica relativa alla “street photography”.

La “street photography” non ha regole tecniche; si basa sull’improvvisazione, sulla capacità del fotografo di cogliere elementi estetici che trasmettono emozioni, che invitano a riflettere, che catturano l’attenzione.

La “street photography” non ha regole tecniche ma ha regole comportamentali visto che spesso si ha a che fare con le persone.

Il primo ostacolo da superare è l’impatto emotivo indotto nei soggetti fotografati. Mi riferisco al fatto che se camminiamo per la strada e ad un tratto ci si para davanti un tipo che ci punta contro la fotocamera e ci scatta una foto, di solito sentiamo che la nostra privacy è stata violata e spesso tendiamo a reagire malamente.

Il fotografo deve sempre entrare in scena in punta di piedi e se opportuno chiedere il permesso prima fare una foto.

Se si incontrano personaggi stravaganti, magari anche vestiti in modo eccentrico, possiamo dedurre che si tratta di soggetti che cercano di farsi vedere e allora possiamo tranquillamente chiede loro di poter scattare una foto. Magari aggiungiamo anche che gli manderemo copia dello scatto e gli porgiamo il nostro biglietto da visita. In questo modo i soggetti capiranno che chi hanno di fronte non è un fotografo improvvisato e che la foto che verrà scattata potrebbe venire anche bene.

Street_potography_4Altra buona regola da seguire è legata all’utilizzo di ottiche ordinarie (non troppo appariscenti). In questo modo daremo meno nell’occhio anche se questo consiglio vale fin tanto che ci troviamo in un paese con un certo tenore di vita. Se siamo in una regione povera sarà meglio utilizzare un apparecchio “mirrorless” che, grazie alla estrema compattezza, risulta meno evidente è ci permette di mantenere una presenza più discreta.

Non usiamo il flash se non siamo in accordo con il soggetto ritratto e ricordiamo che di notte il flash va utilizzato con parsimonia e con attenzione perché potrebbe ridurre lo sfondo ad un’area nera indistinta.

Infine se troviamo un luogo suggestivo e frequentato possiamo sempre fermarci ed aspettare che siano le persone a  passare vicino a noi. In questo modo saranno loro ad “invadere” il nostro spazio e magari saranno più accondiscendenti quando scattiamo loro una foto.

La cosa migliore sarebbe sempre quella di farsi firmare la liberatoria ogni qualvolta un soggetto risulta facilmente riconoscibile nelle foto, non tanto per una questione di privacy, quanto per una questione di diritti d’autore.

Questa pratica non è in contrasto con il concetto di scatto “rubato” che stà alla base della “street photography” visto che la firma della liberatoria può tranquillamente avvenire dopo che l’immagine è stata scattata.

Quale attrezzatura utilizzare

Personalmente adoro la “street photography” in notturna e quindi mi sono dotato di una fotocamera FF (full frame) in grado di registrare immagini ad un alto numero di ISO con un ridotto rumore.

La scelta è caduta sulla Canon EOS 6D perché rappresenta un buon compromesso tra prezzo e prestazioni e anche perché è dotata del WiFi integrato.

Vi domanderete perché questo è così interessato al WiFi? Sarà il solito fissato con l’ultimo gadget fotografico? Nulla di tutto ciò. E’ solo che oggi giorno tutti vanno in giro con uno smartphone tra le mani , lo sguardo basso sullo schermo e la testa chissà dove.

Per essere un bravo fotografo di strada si deve passare inosservati e per passare inosservati si deve evitare di girare per le strade puntando un teleobiettivo verso il povero malcapitato che ti passa davanti; si potrebbe risentire e non avrebbe tutti i torti.

Street potography 3Non sarebbe meglio girare per strada con la fotocamera appesa al collo come un normale turista? Fermarsi e magari trafficare brevemente sullo smartphone mentre, guarda caso, si incrociano dei soggetti interessanti?Bene c’è una comoda App di Canon che permette il controllo remoto in modalità “live view” della fotocamera. In pratica posso vedere l’immagine inquadrata della macchina fotografica attraverso il display dello smartphone e ovviamente posso anche premere il pulsante di scatto in remoto.

E non è tutto, le immagini saranno anche più nitide perché è il corpo stesso a fungere da treppiede (o forse sarebbe meglio dire “bipiede” :)).

E pensare che fino a poco tempo fa credevo che il WiFi servisse solo in studio per scaricare direttamente le foto sul computer.

Avere a disposizione un buon treppiede non è sufficiente per avere foto nitide. I soggetti inquadrati  si muovono e per bloccare il movimento è necessario avere un ridotto tempo di scatto.

Una fotocamera dotata di sensore a pieno formato permette di ottenere un’immagine finaleStreet_potography_2 migliore potendo tranquillamente lavorare a 6.400 ISO e oltre.

Certo di notte la “street photography” è più estrema e per questo tecnicamente più difficile ma può dare grandi soddisfazioni. Le luci colorate delle insegne, i riflessi sulle strade bagnate ed i volti delle persone che si aggirano nella penombra; tutto di notte assume contorni sfumati e magici.

Facciamo qualche prova durante le uscite notturne per accertarci della corretta esposizione da utilizzare in ambienti poco illuminati in quanto l’esposimetro della fotocamera potrebbe erroneamente sovraesporre la scena generando una immagine con uno sgradevole effetto di quasi giorno. In questo caso sarà sufficiente sottoesporre leggermente l’immagine per risolvere il problema.

Di giorno le cose cambiano e ci possiamo accontentare di fotografare i soggetti a 1/500 di secondo senza temere troppo il mosso. Anche una fotocamera con sensore APS-C come la Canon EOS 70D ha le carte in regola per regalarci splendide immagini sempre adottando l’uso dello smartphone in combinazione con l’App di Canon.

Tutto questo se siete come me, un po’ introversi e riservati. Se invece non sentite l’impatto emotivo della possibile reazione delle persone fotografate allora non avrete alcun problema a scattare puntando direttamente la fotocamera nel modo tradizionale. Ricordo solo che un vecchio adagio della “street photography” recita: “Be careful who you shoot; they may shoot back.”

Si tratta di un gioco di parole incentrato sul doppio significato di “shoot”  che tradotto in italiano non rende molto: “Attento a chi fotografi; in risposta ti potrebbe sparare.”

Ma la “street photography” è anche fatta di immagini di luoghi dove non è necessariamenteHenri Cartier Bresson - children presente un soggetto animato. In questo caso portiamo con noi un monopiede compatto; ci aiuterà a scattare anche con tempi lenti senza rischiare di avere immagini con micro mosso.

Di recente sto sperimentando anche l’uso dello stesso smartphone per scattare mentre sono in giro. Le fotocamere di questi telefoni stanno diventando sempre più performanti e in molte situazioni possono regalare scatti molto interessanti.

Alcuni fotografi potrebbero inorridire leggendo quanto ho appena scritto ma in questo genere fotografico non bisogna precludersi nessuna strada che, a prescindere dal gioco di parole, significa usare e osare.

Visto che la “street photography” è un genere nato con la nascita della stessa fotografia, è utile ricordare i cambiamenti che hanno visto gli street photographers come precursori nell’uso di apparecchi più compatti e pronti all’uso.

Negli anni ’50 ancora si  girava per le città con il banco ottico o con il medio formato.

Chi ha provato il medio formato sa che garantisce una resa cromatica e una nitidezza migliore del 35 mm. ma che è ingombrante e necessita di tempi più lunghi per la messa in opera prima di poter scattare una foto.

Robert FrankProprio per questo già negli anni ’50 alcuni fotografi come Robert Frank iniziarono a utilizzare apparecchi 35 mm. per il genere “street photography” e proprio in quegli anni nasceva il mito Leica.

Lo stesso Robert Frank fu ispirato dal lavoro di artisti del calibro di Cartier-Bresson, vero precursore dell’uso del piccolo formato per immortalare istantanee di vita quotidiana.

Al tempo si discuteva animatamente sul fatto che il formato 35 mm. non fosse all’altezza del medio e grande formato (vedi anche US camera magazine del 1955) come oggi si discute se gli smartphone sono o non sono in grado di riprodurre immagini adeguate.

La questione si pone in modo ciclico da tempo immemore ma alla fine prevale sempre l’aspetto della portabilità e immediatezza del nuovo mezzo chiudendo un occhio sulla qualità dell’immagine.

Urban landscape

“Street photography is a way to discover an invisible world, a parallel odd world which coexist with the boring one we all know.” By Andreas Paradise

Finora abbiamo parlato degli elementi più complessi che caratterizzano la “street Robert Frank New York City 1947photography” , le persone e la notte.

Nel vagare alla ricerca di spunti fotografici interessanti capita spesso di trovare degli scorci urbani che ci colpiscono; questi scatti fanno sempre parte della “street photography” ma non presentano particolari elementi di difficoltà.

Non è nemmeno necessario aver un’attrezzatura particolare anche se uno zoom aiuta a comporre l’immagine quando abbiamo poca libertà di movimento.

 

Questione legale: privacy

Le questioni del diritto d’autore e della privacy sono tra i temi più dibattuti e dolenti quando si parla di “street photography”.

Chi si cimenta per la prima volta in questo genere fotografico deve comprendere il quadro normativo che regola la materia per evitare possibili problemi legali.

E’ possibile scattare fotografie che ritraggono persone senza avere acquisito il consenso degli stessi?

La risposta è si, quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. (si veda anche art. 97 L. 633/1941).

Se scattiamo in occasione di manifestazioni o eventi pubblici non ci sono problemi come non dobbiamo farci troppe remore se immortaliamo personaggi noti. Anche se lo scatto ha chiara valenza culturale possiamo scattare liberamente anche se in questo caso il confine tra lecito ed illecito si fa più labile.

Cos’è “culturale” e cosa non lo è? Il termine “cultura” deriva dal verbo latino colere, “coltivare”. La fotografia è una forma d’arte che viene coltivata dai fotografi e quindi tutto okiss quasi sarebbe tutelato dall’art. 97 L.633/1941.

Ma chi decide se questa è la corretta interpretazione?

Ovviamente il giudice il quale potrebbe anche interpretare la norma in senso restrittivo. Se l’immagine è “artistica” e quindi non una semplice registrazione della realtà allora lo scatto è tutelato dall’art. 97 L.633/41.

A questo punto dobbiamo distingue tra scatto della fotografia e pubblicazione della stessa. Lo scatto dovrebbe essere considerato come un semilavorato e quindi solo l’immagine finale, per certo quella pubblicata, può essere sottoposta a giudizio per determinare se si tratta davvero di immagine con valenza culturale.

Allora potremmo sentirci tranquilli e scattare una foto a chi vogliamo?

Non è proprio così visto che rimane un certo spazio per l’interpretazione e sarà buona norma cercare di evitare di porsi in contrasto con i soggetti ritratti.

Ad ogni modo evitiamo di scattare foto a minorenni, luoghi di interesse strategico (caserme, etc.) e locali privati (anche se aperti al pubblico) laddove ci venisse chiesto di non scattare fotografie.

Ma cosa fare se ci chiedono di cancellare lo scatto “rubato”?

Semplice, lo cancelliamo e se proprio riteniamo che si tratti di una foto meritevole di essere tenuta, proviamo a convincere il soggetto che la foto è molto bella e che se ci lascia un indirizzo e-mail saremo ben lieti di mandare una copia.

Visita anche la galleria fotografica relativa alla “street photography”.

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